Estratto di melone amaro e tumore al pancreas

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Melone amaro

Il melone amaro – noto anche come zucca amara o Momordica charantia – è una vite tropicale che appartiene alla famiglia della zucca ed è strettamente correlata a zucchine, zucca e cetriolo. È coltivato in tutto il mondo ed è noto per i suoi frutti commestibili, che sono considerati un alimento base nella cucina asiatica. La varietà cinese è generalmente lunga, verde chiaro e coperta da protuberanze simili a verruche, varietà indiana invece è più stretta e ha estremità appuntite con punte ruvide e frastagliate sulla crosta. Oltre al suo sapore deciso e al suo aspetto distinto, il melone amaro è stato associato a numerosi e impressionanti benefici per la salute.

 

 

Estratti di melone amaro e crescita di cellule tumorali

 

Tra i vari benefici, gli estratti di melone amaro, hanno dimostrato essere efficaci come ipoglicemizzanti nel trattamento del diabete, e di prevenire la proliferazione e la crescita di cellule tumorali di diverso tipo. Ad oggi, estratti di melone amaro e alcuni componenti isolati purificati come le saponine sono stati valutati in vari studi in vitro e in vivo come potenziali terapie antitumorali per tumori alla prostata, al fegato, al colon e al seno, dove hanno dimostrato di indurre meccanismi di morte cellulare naturale (apoptosi).

 

Estratti di melone amaro e tumore al pancreas resistente alla gemcitabina

 

Per il loro effetto ipoglicemizzante e anti-tumorale, gli estratti di melone amaro, sono un possibile candidato nello sviluppo di un trattamento per il tumore al pancreas soprattutto per le cellule che sono resistenti alla gemcitabina. Infatti, sebbene la gemcitabina sia la chemioterapia di prima linea per i pazienti con tumore al pancreas, il tasso di risposta a questo chemioterapico rimane basso. Le cellule pancreatiche possono sviluppare resistenza a questo farmaco che dopo un periodo lo rendono inefficace. In queste cellule, uno dei principali meccanismi di resistenza alla gemcitabina, è un aumento (energia-dipendente) del deflusso o fuoriuscita dei farmaci dalle cellule, con conseguente riduzione dell’accumulo di farmaci all’interno della cellula (intracellulari).

Il deflusso e il metabolismo dei farmaci chemioterapici consumano grandi quantità di ATP (energia) che è principalmente generato dalla glicolisi (ovvero dal consumo di glucosio); pertanto un elevato tasso glicolitico protegge le cellule tumorali dagli effetti tossici dei farmaci fornendo un approvvigionamento energetico costante necessario per il deflusso e il metabolismo dei farmaci.

 

Possibili meccanismi d’azione dell’estratti di melone amaro sulle cellule di carcinoma pancreatico

 

Di recente, alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia del succo di melone amaro contro le cellule di carcinoma pancreatico nei modelli di topo, comprese quelle resistenti alla gemcitabina. Un nuovo studio infatti mostra che il succo di melone amaro limita la capacità delle cellule tumorali del pancreas di metabolizzare il glucosio, tagliando così la fonte di energia delle cellule e infine uccidendole.

Nel caso del tumore al pancreas, si ritiene anche che il succo di melone amaro sia in grado di stimolare la morte cellulare necrotica nelle cellule di adenocarcinoma pancreatico resistenti alla gemcitabina migliorando l’autofagia (degradazione dei componenti cellulari) e inibendo meccanismi cellulari che sono iperattivi durante i processi tumorali (fosforilazione di AKT, ERK1/ 2, PI3K e PTEN. Un altro meccanismo d’azione identificato succo di melone amaro della nelle cellule di tumore pancreatico è l’attivazione dell’adenosina monofosfato chinasi, che è un enzima coinvolto nel metabolismo cellulare e nelle vie di segnalazione che ne sopprimono la crescita (ref). Nelle cellule di tumore pancreatico, il succo di melone amaro induce l’apoptosi (morte cellulare programmata) aumentando i livelli della molecola di Bak pro-apoptotica e diminuendo i livelli delle molecole anti-apoptotiche XIAP e survivin, entrambi inibitori della famiglia delle proteine ​​dell’apoptosi (IAP). , in grado di inibire le caspasi 3/6 /7.

 

Nonostante i risultati promettenti, gli studi clinici su uomo sono appena iniziati. Il sito dedicato alle erbe dello Memorial Sloane Kettering (uno dei più importanti ospedali oncologici in America) gli dedica una pagina con descritti meccanismi e possibili effetti indesiderati. Ad esempio, come ipoglicemizzante, il suo effetto può rendere farmaci anti-diabete troppo attivi. Non sono stati riportati effetti tossici sul rene, dove sembra esercitare un effetto anti-ossidante. Al momento non si è ancora identificato il dosaggio e la qualità dell’estratto migliore, sembra che dipenda dal contenuto di saponine che promuovono la secrezione di insulina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Referenze

 

Bitter Melon Juice Exerts Its Efficacy Against Pancreatic Cancer via Targeting Both Bulk and Cancer Stem Cells

Deepanshi Dhar 1Gagan Deep 1Sushil Kumar 1Michael F Wempe 1 2Komal Raina 1 2Chapla Agarwal 1 2Rajesh Agarwal 1 2

Mol Carcinog 2018 Sep; 57(9): 1166-1180

 

Bitter Melon Juice Targets Molecular Mechanisms Underlying Gemcitabine Resistance in Pancreatic Cancer Cells

Ranganatha R Somasagara 1Gagan Deep 1Sangeeta Shrotriya 1Manisha Patel 1Chapla Agarwal 1Rajesh Agarwal 1

Int J Oncol, 2015 Apr;46(4):1849-57.

 

 

Potential for Improved Glycemic Control with Dietary Momordica charantia in Patients with Insulin Resistance and Pre-Diabetes

Jimmy T. Efird,1,†* Yuk Ming Choi,2,† Stephen W. Davies,3,† Sanjay Mehra,4,† Ethan J. Anderson,5,6,† and Lalage A. Katunga5,†

Int J Environ Res Public Health. 2014 Feb; 11(2): 2328–2345

 

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